News - Una settimana tra i poveri
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ADOZIONI INDIA
Erano tre anni che desideravo andare a visitare gli amici indiani che vivono sulla punta estrema su dell'India. Avevo sentito raccontare tante volte da padre Jeremias della povertà dei bambini che stiamo aiutando, delle case costruite con il nostro aiuto, delle caprette regalate a delle povere donne che dalla vita non hanno ricevuto niente in dono se non grande tribolazione, ma mai avevo immaginato quanto la realtà incontrata laggiù fosse cento volte peggio dell'immaginazione.
Finalmente con mio marito Maurizio abbiamo organizzato il viaggo ed ho potuto abbracciare di persona il bambino che, ormai cinque anni fa, avevo adottato a distanza. Non parlavamo la stessa lingua, l'inglese è ancora prerogativa di pochi laggiù, ma in quella mezz'ora che siamo stati insieme ho letto negli occhi di sua madre la gratitudine che aveva per me e la gioia di avermi finalmente, dopo tanti anni, incontrata. E pensare che a me basta mangiare una pizza in meno al mese per dare una così grande gioia ad una persona!
Con estrema dignità le famiglie si fanno ore ed ore di bus per venire nell'ufficio di Padre Jeremias a ritirare un regalo, qualche soldo e anche, a volte, una semplice lettera. I km in India sono pochi ma percorlerli a volte è molto faticoso: gli autobus sono strapieni, lenti e, per fare anche solo 20 km, ci vuole anche un'ora e mezza. Ma quel giorno, circondata da bambini che gioivano per i doni che gli avevo portato dai loro sponsor italiani, dai soldi che in parte ricevevano ed in parte mettevano sul loro libretto di risparmio, ancora non mi rendevo veramente conto di come vive questa gente.
L'ho veramente capito quando, il giorno dopo, sono andata a visitare la casa che avevamo fatto costruire come "bomboniera" per il nostro matrimonio. Una piccola casa di cemento, due stanze e una cucina, immersa in mezzo agli alberi di banane, dove gli unici mobili sono tre sedie di plastica. In questa minuscola casa, senza neppure l'energia elettrica e un letto per dormire, vivono una vedova ed i suoi due figli. La madre, se lavora tutto il giorno senza mai fermarsi, riesce a guadagnare poco più di 0,50 centesimi di euro al giorno (in media un indiano guadagna 4 euro al giorno). Ma nonostante la loro povertà erano tre persone veramente vestite in modo dignitoso ed il loro "niente" (due banane e qualche dolcino) hanno voluto condividerlo con noi fino in fondo.
La settimana è proseguita così, incontrando bambini sorridenti nella loro estrema povertà riescono a gioire per il solo fatto che tu gli offri un sorriso e una matita colorata, vedove che ricevono in dono una capretta e ti dicono che finalmente potranno avere un futuro migliore, genitori che per mandare i figli a scuola lavorano anche di notte, pover donne che mettendosi insieme riescono a dar vita ad un progetto di microcredito tra loro..
Padre Jeremias, i suoi amici parroci, i suoi collaboratori stanno facendo un lavoro grandissimo laggiù.
Grazie agli aiuti provenienti dall'Italia, Germania e Stati Uniti riescono a dare a più di 3.000 famiglie un'opportunità per uscire dal sistema delle caste e dalla povertà estrema. Forse è una goccia in un mare quello che tutti noi possiamo fare, ma, sicuramente, dopo aver visto i nostri amici indiani, so che un minimo sforzo per noi, ad esempio un caffè in meno, può portare un enorme gioia per loro. E vi assicuro che un sorriso sul viso di quei bimbi ripaga di qualsiasi sacrificio!

Elisa

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